Bentrovati a tutti!
Dopo mesi di silenzio, da oggi il blog riprende la propria attività, al contrario del movimento di EMERGENZA DEMOCRATICA che invece non si è mai fermato.
Non abbiamo più pubblicato post da maggio per diversi motivi, riassumibili sostanzialmente nei seguenti: dare tempo e modo alle persone di "BUONA VOLONTA'" di leggere e "METABOLIZZARE" bene tutto ciò che abbiamo scritto fin dall'inizio (settembre 2007) e inoltre per non assimilarci ad altri blog di persone molto più "FAMOSE" di noi che durante questi mesi hanno fatto (è vero) informazione e opinione, adducendo però come al solito "MIGLIAIA" di notizie, argomenti e motivazioni, con cui magari siamo d'accordo pure noi, ma che hanno altresì contribuito ad aumentare la "CONFUSIONE" nelle menti, diciamo così, "LABILI" e "PIGRE" di molti cittadini abituati soltanto a guardare la TV senza "PENSARE", ingenerando purtroppo nella "MASSA" solo "DISTURBO" e la deleteria convinzione che ormai non c'è più niente da fare per cambiare le cose in questo disastrato Paese.
Noi, imperterriti, cocciuti e ancora "POCO CONOSCIUTI", vogliamo invece continuare a battere su "UN SOLO" argomento, sempre e solo quello, risolvendo il quale, secondo noi, si risolverebbero (anzi, si risolveranno sicuramente) "TUTTI" gli altri problemi: i "TROPPI SOLDI" dei signori "PRE-POTENTI" di qualsiasi "CASTA" o "SISTEMA"...
Emergenza Democratica
MOVIMENTO NAZIONALE nato il 30/08/07 ------------------------------------------------------------------------------
giovedì 5 novembre 2009
lunedì 25 maggio 2009
REFERENDUM SULLA G.U.
Fonte: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Pubblicato su: G.U. n. 82 del 08/04/2009
Annuncio di una richiesta di referendum popolare (09A04139)
Ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970, n. 352, si annuncia che la Cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 6 aprile 2009 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da quattordici cittadini italiani, dei quali dodici muniti dei prescritti certificati di iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una proposta di referendum popolare
previsto dall'art. 75 della Costituzione sul seguente quesito:
«Volete voi l'abrogazione della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, recante a titolo le modalita' di “Determinazione dell'indennita' spettante ai membri del Parlamento Italiano”
pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 novembre 1965, n. 290?».
Dichiarano, altresi', di eleggere domicilio presso l'avv. Marinelli Vittorio Amedeo, viale Giuseppe Sirtori n. 56 - 00149 Roma - tel. 0655271046 - fax 065503964 - cell. 3481317487...
Pubblicato su: G.U. n. 82 del 08/04/2009
Annuncio di una richiesta di referendum popolare (09A04139)
Ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970, n. 352, si annuncia che la Cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 6 aprile 2009 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da quattordici cittadini italiani, dei quali dodici muniti dei prescritti certificati di iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una proposta di referendum popolare
previsto dall'art. 75 della Costituzione sul seguente quesito:
«Volete voi l'abrogazione della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, recante a titolo le modalita' di “Determinazione dell'indennita' spettante ai membri del Parlamento Italiano”
pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 novembre 1965, n. 290?».
Dichiarano, altresi', di eleggere domicilio presso l'avv. Marinelli Vittorio Amedeo, viale Giuseppe Sirtori n. 56 - 00149 Roma - tel. 0655271046 - fax 065503964 - cell. 3481317487...
domenica 3 maggio 2009
DOMANDE E RISPOSTE...
Prima alcune domande.
1) E' giusto che un (cosidetto) "MANAGER" guadagni in 2 giorni quello che un operaio guadagna in un anno?
2) E' vero o no che il valore aggiunto di un'azienda è dato da tutti quelli che ci lavorano?
3) Perché i (cosidetti) "MANAGER", di comune accordo, si sono dati delle retribuzioni sempre più grandi, addirittura stratosferiche, centinaia di volte quelle di un comune operaio, con la scusa di creare valore aggiunto che andava premiato, proprio come se il valore aggiunto di un'azienda dipendesse solo da "LORO" e non da tutti quelli che ci lavorano?
Ora le risposte.
Quelli che ci hanno sempre rimesso, oltre ai semplici lavoratori, sono stati i piccoli azionisti, che siamo o potremmo essere anche "TUTTI" noi, e continueremo a rimetterci se, imperterriti, insisteremo a votare coloro i quali hanno permesso ai (cosidetti) "MANAGER" di farlo, ossia i nostri cari politicanti "PARTITICIZZATI".
Quindi smettiamola di lamentarci, adoperiamoci per fare "SOLDI" pure noi, togliendone drasticamente una grossa fetta ai "TROPPI" che (ingiustamente) guadagnano, esattamente come fanno "LORO" con noi, così alla fine tutto si aggiusterà e tutto filerà liscio.
Se "TUTTI" lo faremo "LORO" non avranno più "FESSI" da depredare; allora, forse, si aprirà un piccolo spiraglio di luce che timidamente illuminerà una frase tanto amata dai (cosidetti) "MANAGER" e con cui i personaggi di (cosidetta) elevata "STATURA POLITICA" si riempiono tanto spesso la bocca: “GIUSTIZIA SOCIALE”...
P.S.: a proposito, ieri le tariffe autostradali sono state aumentate (da "CHI" lo sanno "TUTTI"), ma nessuno ha fiatato, indice che all'italiano "MEDIO" si può fare proprio di tutto, senza che accenni minimamente a protestare...
1) E' giusto che un (cosidetto) "MANAGER" guadagni in 2 giorni quello che un operaio guadagna in un anno?
2) E' vero o no che il valore aggiunto di un'azienda è dato da tutti quelli che ci lavorano?
3) Perché i (cosidetti) "MANAGER", di comune accordo, si sono dati delle retribuzioni sempre più grandi, addirittura stratosferiche, centinaia di volte quelle di un comune operaio, con la scusa di creare valore aggiunto che andava premiato, proprio come se il valore aggiunto di un'azienda dipendesse solo da "LORO" e non da tutti quelli che ci lavorano?
Ora le risposte.
Quelli che ci hanno sempre rimesso, oltre ai semplici lavoratori, sono stati i piccoli azionisti, che siamo o potremmo essere anche "TUTTI" noi, e continueremo a rimetterci se, imperterriti, insisteremo a votare coloro i quali hanno permesso ai (cosidetti) "MANAGER" di farlo, ossia i nostri cari politicanti "PARTITICIZZATI".
Quindi smettiamola di lamentarci, adoperiamoci per fare "SOLDI" pure noi, togliendone drasticamente una grossa fetta ai "TROPPI" che (ingiustamente) guadagnano, esattamente come fanno "LORO" con noi, così alla fine tutto si aggiusterà e tutto filerà liscio.
Se "TUTTI" lo faremo "LORO" non avranno più "FESSI" da depredare; allora, forse, si aprirà un piccolo spiraglio di luce che timidamente illuminerà una frase tanto amata dai (cosidetti) "MANAGER" e con cui i personaggi di (cosidetta) elevata "STATURA POLITICA" si riempiono tanto spesso la bocca: “GIUSTIZIA SOCIALE”...
P.S.: a proposito, ieri le tariffe autostradali sono state aumentate (da "CHI" lo sanno "TUTTI"), ma nessuno ha fiatato, indice che all'italiano "MEDIO" si può fare proprio di tutto, senza che accenni minimamente a protestare...
giovedì 23 aprile 2009
2 POST IN UNO...
1°) Segnaliamo questa pagina di Corriere.it (qui)
2°) Comunicato stampa diramato da Emergenza Democratica:
"E’ iniziata in tutta Italia la raccolta delle firme".
“Per l’Italia basta minuetti ma un piano straordinario”
Lunedì 6 aprile, alle ore 9.30, una delegazione del movimento Emergenza Democratica si è recata a Roma, in Cassazione, per depositare il referendum in cui si chiede l'abrogazione della Legge n° 1261 del 31 ottobre 1965, la seconda e ultima Legge in materia di retribuzione dei parlamentari nazionali. Quella legge insomma che permette ai nostri parlamentari di guadagnare, ogni mese (parliamo di una cifra che si aggira intorno ai 18.000 euro), quanto un operaio guadagna in un anno.
Le iniziative, in corso in tutte le regioni culmineranno in una giornata Nazionale di Mobilitazione in data da definirsi.
Intanto Carmine Dursi, presidente nazionale di ED, interviene per censurare i minuetti e le dichiarazioni dei politici di entrambi gli schieramenti e per proporre al Governo l’avvio di un piano straordinario.
Con un’economia ed una società attanagliate da gravissimi problemi strutturali, - ha dichiarato Carmine Dursi - che sono arrivati a compromettere la sopravvivenza quotidiana della stragrande maggioranza dei cittadini, i signori della politica del palazzo continuano a propalare minuetti, oppure a proporre le solite minestrine riscaldate.
Il fatto è che l’azione del Governo non può continuare ad avvantaggiare gli interessi dei ceti più abbienti, che hanno già incassato, con incentivi diretti e politiche infrastrutturali ad hoc, costosissimi sostegni ai livelli di produzione e, quindi, al profitto.
“Occorre invece finalmente dare centralità agli interessi dei pensionati, dei lavoratori dipendenti, dei precari e dei disoccupati, che stanno da anni subendo una notevole riduzione del reddito reale disponibile, indirizzando la spesa pubblica al soddisfacimento diretto dei diffusi bisogni insoddisfatti. A cominciare da un piano straordinario che preveda, da subito, l’aumento di almeno il 30 % delle pensioni d’annata, la costruzione di case pubbliche, la stabilizzazione dei lavoratori precari in tutta la P.A. e l’introduzione di un calmiere per i prezzi e le tariffe.
Roma,
Ufficio Stampa Nazionale
2°) Comunicato stampa diramato da Emergenza Democratica:
"E’ iniziata in tutta Italia la raccolta delle firme".
“Per l’Italia basta minuetti ma un piano straordinario”
Lunedì 6 aprile, alle ore 9.30, una delegazione del movimento Emergenza Democratica si è recata a Roma, in Cassazione, per depositare il referendum in cui si chiede l'abrogazione della Legge n° 1261 del 31 ottobre 1965, la seconda e ultima Legge in materia di retribuzione dei parlamentari nazionali. Quella legge insomma che permette ai nostri parlamentari di guadagnare, ogni mese (parliamo di una cifra che si aggira intorno ai 18.000 euro), quanto un operaio guadagna in un anno.
Le iniziative, in corso in tutte le regioni culmineranno in una giornata Nazionale di Mobilitazione in data da definirsi.
Intanto Carmine Dursi, presidente nazionale di ED, interviene per censurare i minuetti e le dichiarazioni dei politici di entrambi gli schieramenti e per proporre al Governo l’avvio di un piano straordinario.
Con un’economia ed una società attanagliate da gravissimi problemi strutturali, - ha dichiarato Carmine Dursi - che sono arrivati a compromettere la sopravvivenza quotidiana della stragrande maggioranza dei cittadini, i signori della politica del palazzo continuano a propalare minuetti, oppure a proporre le solite minestrine riscaldate.
Il fatto è che l’azione del Governo non può continuare ad avvantaggiare gli interessi dei ceti più abbienti, che hanno già incassato, con incentivi diretti e politiche infrastrutturali ad hoc, costosissimi sostegni ai livelli di produzione e, quindi, al profitto.
“Occorre invece finalmente dare centralità agli interessi dei pensionati, dei lavoratori dipendenti, dei precari e dei disoccupati, che stanno da anni subendo una notevole riduzione del reddito reale disponibile, indirizzando la spesa pubblica al soddisfacimento diretto dei diffusi bisogni insoddisfatti. A cominciare da un piano straordinario che preveda, da subito, l’aumento di almeno il 30 % delle pensioni d’annata, la costruzione di case pubbliche, la stabilizzazione dei lavoratori precari in tutta la P.A. e l’introduzione di un calmiere per i prezzi e le tariffe.
Roma,
Ufficio Stampa Nazionale
sabato 18 aprile 2009
Trattamento economico dei parlamentari.
Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).
L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.
Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.
Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.
Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Assegno vitalizio
Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.
Soppressione dei rimborsi per i viaggi di studio all'estero
Con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.
Clicca qui
Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).
L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.
Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.
Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.
Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Assegno vitalizio
Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.
Soppressione dei rimborsi per i viaggi di studio all'estero
Con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.
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Sabato 18 aprile 2009
Noi abbiamo iniziato………voi?
Lunedì 6 aprile 2009, i responsabili del Direttivo Nazionale di Emergenza Democratica, hanno depositato presso la Corte di Cassazione una proposta referendaria, riguardante la Legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in materia di trattamento economico dei parlamentari (l’abrogazione di questa Legge, comporterà l’entrata in vigore della Legge 1102 del 9 agosto 1948, con una drastica riduzione della loro retribuzione).
Se, entro il mese di Settembre del corrente anno, quella trentina di parlamentari che da 20 anni stanno decidendo il nostro futuro e quello dei nostri figli, non avranno provveduto a far recuperare quel 30/40% di potere d’acquisto, che milioni di salariati hanno perduto dall’entrata in vigore dell’euro presenteremo una ulteriore proposta referendaria, per ripristinare l’Indennità Integrativa Speciale (scala mobile), chiedendo l’abrogazione di quelle Leggi che l’hanno soppressa e, nel mese di Novembre, presenteremo un altro referendum, per abrogare il finanziamento pubblico ai partiti.
Per chi vuole partecipare: http://www.emergenzademocratica.net/
Partecipiamo: gli italiani non devono più sentirsi impotenti di fronte allo strapotere della politica!
Noi abbiamo iniziato………voi?
Lunedì 6 aprile 2009, i responsabili del Direttivo Nazionale di Emergenza Democratica, hanno depositato presso la Corte di Cassazione una proposta referendaria, riguardante la Legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in materia di trattamento economico dei parlamentari (l’abrogazione di questa Legge, comporterà l’entrata in vigore della Legge 1102 del 9 agosto 1948, con una drastica riduzione della loro retribuzione).
Se, entro il mese di Settembre del corrente anno, quella trentina di parlamentari che da 20 anni stanno decidendo il nostro futuro e quello dei nostri figli, non avranno provveduto a far recuperare quel 30/40% di potere d’acquisto, che milioni di salariati hanno perduto dall’entrata in vigore dell’euro presenteremo una ulteriore proposta referendaria, per ripristinare l’Indennità Integrativa Speciale (scala mobile), chiedendo l’abrogazione di quelle Leggi che l’hanno soppressa e, nel mese di Novembre, presenteremo un altro referendum, per abrogare il finanziamento pubblico ai partiti.
Per chi vuole partecipare: http://www.emergenzademocratica.net/
Partecipiamo: gli italiani non devono più sentirsi impotenti di fronte allo strapotere della politica!
mercoledì 15 aprile 2009
SATIRA SOTTO TIRO...
Niente di nuovo, purtroppo, la "SATIRA" ha sempre dato "FASTIDIO" e per questo è sempre sotto il mirino dei "REGIMI".
Noi l'avevamo già detto (qui)...
Noi l'avevamo già detto (qui)...
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